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LASCIAMI ANDARE MADRE Adelphi 2001 pgg 132

 

Tertium non datur

Helga Schneider è una scrittrice contemporanea nata nel ‘37 in Polonia e vissuta in Germania, che dal 1963 vive a Bologna e scrive in italiano.

Due sono gli argomenti trattati nel testo: la storia personale dell’autrice e l’ideologia nazista.

La madre dell’autrice lascia la famiglia dopo la chiamata del Führer, per andare a fare la guardiana a Ravensbrück e Birkenau. Decenni dopo la fine di quell’esperienza e del processo subito, la donna sembra essere del tutto convinta che il suo operato in quel momento era giusto.

L’autrice aveva rivisto la madre a Vienna solo nel 1971, quando, avendo avuto un figlio, vuole capire cosa è successo a sua madre e al loro legame, de esisteva un istinto materno e se una figlia poteva amare la madre che l’aveva abbandonata. Nel testo viene narrato il secondo ed ultimo incontro, nel 1998, chiamata a Vienna da una donna amica della madre, perché potesse vederla un’ultima volta prima che morisse.

Helga si reca accompagnata dalla cugina Eva a vedere la madre ormai novantenne per l’ultima volta. Nonostante l’età, la sua lucidità è particolarmente vivida nel raccontare con orgoglio il suo coinvolgimento nella Soluzione Finale.

Helga è ormai consapevole che niente può avvicinarla alla parente; sfrutta tuttavia questa visita per avere informazioni precise su quanto avveniva nei Lager. Il testo, consigliato a tutti, è una testimonianza autentica e senza veli del periodo più buio della storia dell’uomo moderno. Lasciami andare madre è quello che lei si auspica; vuole trovare ilmodo per distanziarsi per sempre da questa figura che ha avuto un’influenza totalmente negativa sulla sua vita. Il non rapporto con la “parente” ha fatto insorgere in lei attacchi di panico e la dura consapevolezza del rifiuto da parte della persona che più di ogni altra avrebbe dovuto amarla.

 

…...Quelli che venivano bruciati erano solo gentaglia, la Germania doveva sbarazzarsi anche dell’ultimo Stück di quella razza ignobile….( dice la madre di Helga)

 

Proprio attraverso le sue risposte ed i suoi racconti Helga cerca di toccare il fondo di quel vuoto affettivo riuscendo finalmente a liberarsi di lei.

La figlia vorrebbe che la donna attraverso i suoi racconti deliranti di dovere e patriottismo la sconvolgesse a tal punto, in modo che lei potesse solo odiarla e chiudere quel capitolo doloroso.

Uno di questi è quando la donna ricorda di aver visto a Birkenau la famiglia Guldenmann che abitavano a pochi passi da loro a Berlino, dove lei frequentava il loro negozio di tessuti. Nessuna fu la pietà per loro, anzi la procedura venne ancor più velocizzata ed i bambini piccoli immediatamente destinati al loro triste destino. A dire la verità non è facile leggere e ricordare con quale noncuranza Gertrud, Traudi, la nazista racconta.

Helga Schneider è una scrittrice testimone delle atrocità compiute dal Terzo Reich, i suoi testi sono memoria. Dal 1993 ad oggi ha scritto diciotto libri che meritano di essere letti e approfonditi.

 

 

 

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