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La figlia del Reich- Louise Fein

trad. Anna Rusconi

475 pgg Sonzogno 2021

 

Homines, nihil agendo, agere consuescunt male.

Questo è uno di quei libri che ho divorato in pochi giorni, completamente assorbita dal modo in cui l’autrice ha sviluppato le vicende della protagonista, narrate sotto forma di diario. Hetty Heinrich vive a Lipsia e frequenta le superiori; inizia a scrivere su un libretto che le regala il fratello maggiore il 7 agosto 1933. La ragazza affida al diario segreto i suoi pensieri sulla società del tempo, sulla sua famiglia e soprattutto sulle trasformazioni politiche di quel periodo che porteranno alla Seconda Guerra Mondiale e alle sue tragiche conseguenze. Il diario si conclude il 18 agosto 1939, con l’inizio dei pesanti rastrellamenti a danno della popolazione tedesca di cultura ebraica nella città di Lipsia. Hetty ci rende partecipi dei cambiamenti di atteggiamento nelle persone, della propaganda politica che in modo falso e pressante fa leva sulla popolazione per convincerla che una parte dei cittadini sta danneggiando l’economia, il pensiero, sta perfino macchiando la purezza della razza ariana tedesca. La propaganda purtroppo fa un ottimo lavoro e la gente è sempre più convinta della rettitudine di coloro che sono al potere e lentamente distruggono il loro popolo, creando sospetto e diffidenza tra amici, compagni di classe, nel nome di una falsa superiorità razziale. Purtroppo questa presunzione è accompagnata da una inferiorità morale e culturale che in quegli anni distrugge l’Europa e porta alla morte milioni di giovani soldati.

Hetty ha amici ebrei che le vogliono bene nonostante la sua appartenenza alla classe che li sta distruggendo. Proprio l’amicizia e l’amore che lei trova tra le persone di cultura ebraica la salveranno dalla grettezza e la falsità della sua famiglia e dal padre in carriera nelle SS.

Il libro si conclude nell’estate 1995, con una protagonista non più giovane, cittadina della ex DDR, che dopo la caduta del Muro di Berlino cerca il modo di rivedere Walter e il figlio Stanley. Il finale è veramente commovente.

Il libro è un romanzo a sfondo storico: la Fein ha adattato alla finzione elementi realmente accaduti al padre e alla sua famiglia. Ha condotto ricerche approfondite e parlato con superstiti che avevano conosciuto le persone a lei care.

Il testo è stato scritto dal punto di vista di Hetty, una adolescente appartenente ad una famiglia ariana di Lipsia. I suoi conflitti interiori la renderanno una persona matura e consapevole. Attraverso di lei viviamo il progressivo consolidarsi della politica nazista nella Germania degli anni Trenta.

Il linguaggio è colloquiale, il lessico è semplice; alla stesura di una paginetta di diario seguono i dialoghi che ci fanno entrare nel modo di ragionare dei personaggi appartenenti a due mondi opposti. Il romanzo è diverso da tanti altri testi che trattano le vicende di questo periodo. Questo libro ci insegna che bisogna sempre avere un atteggiamento critico e oggettivo, discriminando su cosa è giusto e cosa è sbagliato indipendentemente dal rispetto o dall’affetto che si prova per la propria famiglia o il proprio gruppo di amici. Leggendo il libro della Fein non possiamo fare a meno di condividere il suo punto di vista.

La lettura è consigliata a tutti ma in particolar modo a chi ama il periodo storico trattato e la dolorosa storia della Germania.

Dal diario di Hetty 9 novembre 1938

..Forse non riuscirò mai più a dormire. Sono ossessionata dalle immagini di questa sera. Come è possibile fare cose del genere ai propri simili...Qualunque sia la nostra religione, la nostra razza,il luogo da cui proveniamo, qualunque sia il colore dei nostri capelli o dei nostri occhi, la forma del nostro naso o le dimensioni dei nostri piedi, siamo tutti persone…..pg 316

Louise Fein è nata e cresciuta a Londra, si è laureata in legge pur mantenendo un amore segreto per la scrittura e dopo varie esperienze di lavoro all’estero ha deciso di frequentare un Master in scrittura creativa e cimentarsi nel suo primo romanzo “La Figlia del Reich”, intitolato “People Like Us” in Gran Bretagna e nel Commonwealth.

Ringrazio @sonzognoeditori per avermi inviato una copia del libro e per avermi fatto conoscere questa autrice che ha scritto il suo secondo libro The Hidden Child che sarà pubblicato in autunno in Gran Bretagna e sta già lavorando ad un terzo romanzo; sicuramente un’autrice da seguire.

 

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