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Ingeborg Bachmann

nota anche come Ruth Keller (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973), è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.

Trascorse l’infanzia e l’adolescenza a Klagenfurt. Successivamente studiò giurisprudenza a Vienna per poi dedicarsi alla germanistica e alla filosofia. In questi anni frequentò Paul Celan, Ilse Aichinger e Klaus Demus.

Presto la Bachmann divenne redattrice radiofonica presso l'emittente viennese "Rot-Weiss-Rot"; momento importante fu però l’occasione di una lettura presso il Gruppo 47. Da allora in poi Ingeborg Bachmann fu considerata un’esponente della letteratura austriaca e tedesca . Nel 1953, all'età di 27 anni, ricevette il premio letterario del Gruppo 47 per la raccolta di poesie Il tempo dilazionato (Die gestundete Zeit). Scrisse radiodrammi, pubblicò poesie ed ottenne il Premio Letterario della Città di Brema (Bremer Literaturpreis). Dal 1958 al 1963 Ingeborg Bachmann intrattenne una relazione con l'autore svizzero Max Frisch, vivendo con lui a Roma. Nel 1958 apparve Il Buon Dio di Manhattan (Der Gute Gott von Manhattan), insignito l'anno successivo del Premio Audio dei Ciechi di Guerra (Hörspielpreis der Kriegsblinden).

Nel 1961 vede la luce la raccolta di racconti Il trentesimo anno (Das dreißigste Jahr), contenente numerosi elementi autobiografici e a sua volta insignito dal Premio per la Critica della Città di Berlino (Berliner Kritikerpreis). Nel 1964 le fu consegnato invece il Premio Georg Büchner , un anno prima della pubblicazione del saggio La città divisa (Die geteilte Stadt, 1964), e fu la stessa repubblica austriaca a onorarne il valore intellettuale e creativo conferendole nel 1968 il Premio nazionale austriaco per la Letteratura (Großer Österreichischer Staatspreis für Literatur). Nello stesso anno, tenne a Roma, presso l'Istituto tedesco di cultura, la conferenza intitolata "Il ruolo dello scrittore nella Germania divisa".

Ingeborg Bachmann prosegue con la pubblicazione nel 1971 del romanzo Malina (Malina), prima parte di una trilogia concepita sotto il nome di "Cause di morte" (Todesarten) e trasposta nell'opera cinematografica di Werner Schroeter interpretata da Isabelle Huppert, Mathieu Carrière e Can Togay nel 1991. Solo in forma di frammenti rimasero tuttavia la seconda e la terza parte, Il caso Franza (Der Fall Franza) e Requiem per Fanny Goldmann (Requiem für Fanny Goldmann). Nel 1972 fu data alle stampe la raccolta di racconti Simultan a cui fu attribuito il Premio Anton Wildgans

La sera del 2 ottobre 1973, mentre si trovava nella sua casa romana di via Giulia, Bachmann incendiò accidentalmente la sua vestaglia di nylon con la brace della propria sigaretta durante un attacco di torpore, verosimilmente indotto dai barbiturici che stava assumendo come tranquillanti per superare un periodo di stress da superlavoro; benché vigile al momento del trasporto all'ospedaledopo poco più di due settimane, la portarono alla morte il 17 ottobre successivo. La Bachmann fu sepolta il 25 ottobre successivo nel cimitero di Klagenfurt-Annabichl. A lei è dedicato il concorso letterario che annualmente si tiene nella città natale in coincidenza della ricorrenza della nascita e l'istituto d'istruzione superiore di Tarvisio in Friuli Venezia Giulia.

 

Il Gruppo 47 fu un movimento culturale sorto a Monaco di Baviera nel 1947 e scioltosi nel 1967, di cui facevano parte giovani letterati e scrittori emergenti tedeschi, tendenzialmente di sinistra, con l'intenzione di far risorgere la Cultura della Germania "ormai dimenticata e repressa dall'intervento nazista".L'attività produttiva era legata alla rivista Der Ruf, che trattava temi riguardanti una rivoluzione imminente, da parte della "giovane generazione";i fondatori furono Alfred Andersch e Hans Werner Richter: il contenuto delle varie produzioni dell'"assemblea della resurrezione culturale" tratta temi evidentemente troppo realistici per la mentalità preclusa della metà del Novecento. Questa stagione culturale, in cui molti testi vengono oscurati e denunciati dal governo, è esemplificato, ad esempio, dalla mancata autorizzazione alla pubblicazione del libro di Herman Hesse, Il gioco delle perle di vetro, contrastante, appunto, con l'ideologia dell'epoca. Si deve molto a questo movimento letterario, descritto molto bene da un giudizio di uno dei componenti, Peter Bichsel, il quale sottolinea la libertà con la quale si vivevano gli incontri e le sedute di lettura delle produzioni dei membri; non erano sfide o dispute di pensiero verso tutto e tutti, ma un'espressione letteraria con la collettività, che mirava a risvegliare la profondità dell'uomo, sepolta sotto le macerie della seconda guerra mondiale, fondando una nuova letteratura tedesca.

Paul Celan ha contatti con gli ambienti culturali tedeschi, con il Gruppo 47 (anche in seguito a una breve relazione, risalente al 1948, con la poetessa Ingeborg Bachmann) e altri poeti e scrittori. Occasione di questi incontri sono diverse letture pubbliche di poesie (peraltro inizialmente accolte con una certa freddezza dagli esponenti del gruppo 47) e, in particolare, alcuni premi, fra i quali quello della città di Brema, nel 1958, in occasione della cui consegna Celan descrive la sua poesia come "un messaggio in bottiglia".

 

La Bachmann in Tre sentieri per il lago presenta tutta sé stessa in vari modi: lei come donna, come austriaca, come facente parte di un mondo andato, come donna in carriera tra Parigi e gli Stati Uniti. Molti furono i paesi in cui visse o a cui appartenne: la Slovenia ancor prima dell’Austria in quanto la famiglia aveva le proprie origini oltre l’attuale confine austriaco, in una zona abitata dai Vendi di Carinzia, né austriaci né sloveni, con una lingua-dialetto proprio. Sebbene da bambina fosse molto legata a questi posti, successivamente, complice l’Annessione alla Germania nazista, non vede l’ora di allontanarsene. Arrivano gli anni dell’università nella capitale seguiti dal lavoro all’estero: Londra e Parigi citati nel racconto e realmente realizzati. Ingeborg si sente tuttavia progressivamente estranea ai luoghi che abita e frequenta, la sua sensibilità è diversa da quella dei colleghi e degli amici. L’estraneità verso luoghi persone e cose la accompagnano per tutta la vita, vissuta in Austria, e poi anche in Italia che all’inizio sembrava aver colmato tante sue mancanze interiori.

La terra,la lingua, la patria, la residenza diventano sempre qualcosa che la attira e la respinge. Nel testo viene anche sottolineato come la sua femminilità non fosse intesa nello stesso modo da lei e dai suoi partner, suo marito Hugh è omosessuale. L’unico suo amore idealizzato è per Bronco, nipote di Josef von Trotta, un amore che nessuno dei due riesce a realizzare, si incontrano in aeroporto casualmente, lui verso Mosca, lei verso NY

Cosa rappresentano allora il lago ed i tre sentieri che l’autrice deve o vuole percorrere? Perché non ci arriva? I tre Sentieri sono la famiglia di Ingeborg/Elizabeth, il lavoro, l’amore che lei non è riuscita a realizzare. I Sentieri sono momenti della vita in cui si presenta una discronia, si aprono delle Sliding Doors, delle possibilità che arrivano in un momento sbagliato per lei; proprio per questo al lago non arriverà mai, non troverà mai soluzione alle domande della sua esistenza. 

Sul sentiero numero 1 c’è la famiglia, la madre è morta da molti anni e la protagonista adolescente non era riuscita ad avere un vero rapporto con lei, il fratello Robert si sposa con Elizabeth e lei si sente più madre che sorella nei suoi confronti. Sul Sentiero 2 riflette sulla sua esperienza professionale che sembra appagante, di una donna in carriera, ma questo successo non sembra averle dato quello che sperava.
Sul Sentiero 3 protagonista è la sua esperienza sentimentale, amori sfuggenti e un matrimonio che niente ha a che fare con l'amore tra un marito e una moglie.
La Bachmann intravedere in ogni sua esperienza innumerevoli possibilità da intraprendere: scegliendo una via diamo un'impronta indelebile alla nostra vita futura, fino alla deviazione successiva.
Vi siete mai trovati davanti ad una Sliding Door?

TODESART con questo concetto la Bachmann fa presente come il femminile sia scomparso in letteratura, nel linguaggio che andrebbero entrambi ricreati, mancano le scrittrici e le donne nell’ambiente culturale.

Per questo è sempre alla ricerca di sé stessa e cambia continuamente luogo di residenza, dall’Austria a Londra, Parigi, Roma per non sentirsi mai a suo agio da nessuna parte. Da una parte è attratta dalla propria topografia e dall’altra è in un continuo Streben che la porta ad un “nomadismo”senza trovare mai la sua meta, la fine del sentiero che porta al lago.

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