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Continuo a parlarvi della  letteratura canadese e vi presento Alistair MacLeod , scrittore e accademico  nato a North Battleford 20 luglio 1936 e morto a Windsor il 20 aprile 2014.

Dalla città natale intorno ai dieci anni si trasferisce sull’isola di Cape Breton in Nuova Scozia dove i suoi scritti sono ambientati.

Impara a fare il taglialegna, il pescatore ed il minatore per pagarsi gli studi.

Si  laurea alla Saint Francis Xavier University, si specializza presso la New Brunswick University e alla Notre Dame per poi insegnare scrittura creativa alla Windsor.

Egli inizia la carriera di scrittore nel 1976, scrivendo tre raccolte di racconti, una novella natalizia ed un romanzo: Calum il Rosso col quale fu premiato nel 2001 con l’International Dublin Literary Award.

È morto il 20 aprile 2014 a 77 anni in seguito alle complicazioni di un infarto.

Ha ottenuto l’onorificienza di Ufficiale dell’Ordine del Canada:

«Alistair MacLeod è stato definito “ambasciatore di narrativa di Cape Breton”. Professore in pensione all’Università di Windsor, è cresciuto in Nuova Scozia, e il paesaggio della sua fiction, come lui lo chiama, è la provincia e la sua gente fiera e vivace. Questi si animano nei suoi celebri racconti e nel suo romanzo, No Great Mischief, che, tra molti altri premi, ha ottenuto il premio più ricco della narrativa, l’International IMPAC Dublin Literary Award. Profondamente impegnato nella letteratura canadese, è stato volontario per decenni come redattore di fiction della Windsor Review ed è rinomato per la sua generosità e per la sua influenza su altri scrittori.»

Romanzo:

Calum il Rosso(No Great Mischief) 1999.

Racconti:

Il dono di sangue del sale perduto (The Lost Salt Gift of Blood) 1976.

As Birds Bring Forth the Sun and Other Stories 1986.

Island:The Collected Short Stories of Alistair MacLeod 2000.

Novelle:

To Everything There is a Season: A Cape Breton Christmas Story 2004

Alistair Mc Leod

Calum il rosso

Frassinelli 2001 288pg

Traduzione di Rossella Bernascone

 

L’autore nasce nel 1936 in Canada (North Battlefield-Saskatchewan) da emigranti Scozzesi che parlavano gaelico. Calum il rosso è un romanzo ambientato a Cape Breton in Nuova Scozia dove all’età di dieci anni egli si trasferì con i suoi genitori.

I personaggi principali sono i due fratelli Alexander e Calum, che rimangono legati dai forti legami familiari pur avendo vissuto due vite completamente diverse; la morte dei genitori e di due fratelli andati con loro inghiottiti da un lago ghiacciato allontana i piccoli Alex e Cath, allevati dai nonni come figli propri, dai fratelli più grandi tra cui Calum, che molto giovani avevano già iniziato a lavorare.

Avi, nonni, genitori, figli, come anche gli zii ed icugini portano tutti i soliti cinque o sei nomi arrivati dalla Scozia con i primi membri della famiglia.

Il nome Calum è il più prestigioso perché è quello dell’avo che per primo ha portato la sua famiglia in terra straniera, e come il suo avo lui ha avuto la vita più grama, dovendo crescere velocemente con la prematura morte dei genitori e dovendosi arrangiare da solo senza l’aiuto di un’istruzione adeguata.

Al contrario i gemellini Alexander e Cath cresciuti dai nonni con tutto l’amore e le cure possibili, vanno all’università e si fanno una bella posizione.

Tuttavia hanno un terreno comune rappresentato dalle tradizioni, dalla musica, dai racconti dei nonni che hanno più volte ascoltato in quella lingua antica che faceva parte di loro: il gaelico portato dalla Scozia a fine ‘700.

La bellezza che ho trovato nei suoi libri parla della terra in cui vive l’autore: il Canada con la sua natura selvaggia, bellissima ma anche potente e feroce verso l’uomo che tante volte deve cedere il passo o soccombere.

I legami familiari sono molto forti e ricordano ancora quelli dei clan: molto stretti e piuttosto chiusi verso il nuovo mondo.

Usa uno stile semplice, a volte colloquiale, pieno di espressioni in gaelico che impariamo a comprendere pagina dopo pagina.

“Siamo tutti migliori quando ci amano” dice Calum, anziano e alcolizzato quando Alex lo va a trovare; con quella frase riassume il destino delle persone ed in particolare il suo tanto diverso da quello del fratello affermato dentista.

Il testo mi ha ricordato “Vista da Castle Rock” di Alice Munro che tratta argomenti simili collocati sulla stessa linea del tempo: di entrambi ne consiglio la lettura.

Se vi piacciono le storie familiari, di immigrati europei in nordamerica e siete interessati al gaelico, lingua antica ancora usata leggeteli e non ne rimarrete delusi.

Libri, letteratura, Canada