? orus casino? bodog? ruleta? luckia? betano? sportium? spin casino? stakes? 3 reyes? 888? lottoland? coolbet? 777 casino? gana777? betfair? bwin? yak casino? ivy casino? oddschecker? red casino? netbet? william hill? vip casino? rey casino? marathonbet? dafabet? sol casino? 1bet? winland? bet777? parimatch? 18bet? 888casino? campobet? mostbet? ganabet? rushbet? betcris? betsson? lucky? novibet? winner? winpot? betmaster? betmexico? cancun? playcity? strendus? pokerstars? codere? caliente? fun88? bbrbet? 1win? 10bet? betway? pin up? spinbet? 7cslot? pickwin? spin bet? mr fortune? w88? pragmatic? gamdom? crasher? jojobet? betmex? bcasino? foliatti? winner mx? bets 10? big bola? bet master? inbet? 7slots? lucky day? m777? mexplay? luckydays? bet caliente? 1x? plinko

Blog



1948 – Yoram Kaniuk

Giuntina, 2012

Yoram Kaniuk (Tel Aviv, 1930 – 2013) è stato uno degli scrittori israeliani più poliedrico del secondo Novecento. Oltre alla scrittura, si è dedicato alla pittura, al giornalismo e alla critica teatrale. Figlio di Moshe Kaniuk, nato a Ternopil' – nei pressi di Leopoli – e primo curatore del Museo d’Arte di Tel Aviv, Yoram proveniva da una famiglia profondamente legata alla cultura: il nonno era insegnante, così come la madre, nata a Odessa.

A soli 17 anni si arruolò nella Palmach, la brigata d'élite creata durante il Mandato britannico in Palestina. Combatté nella Guerra del 1948 e, dopo quel periodo, visse a New York fino al 1961, anno in cui tornò stabilmente in Israele.

Autore prolifico e poliedrico, ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari. Nella sua carriera ha scritto romanzi, saggi, racconti, libri per ragazzi e un’autobiografia. Dal suo romanzo Adam Resurrected, il regista Paul Schrader ha tratto un film nel 2009.

Il libro

1948 è il memoir in cui Kaniuk, ormai anziano, ripercorre quell’anno cruciale della sua vita e della storia israeliana. L’autore rievoca i giorni in cui si arruolò nella Palmach, raccontando da testimone diretto ciò che si celava dietro la retorica dell’“anno dell’indipendenza” – un anno che avrebbe potuto segnare la nascita pacifica di due stati, e che invece diede inizio a un conflitto mai veramente concluso.

Il giovane Yoram credeva nella fratellanza tra i popoli, nella coesistenza, nell’utopia di due stati per due nazioni. Ma si scontrerà presto con la realtà: la violenza, l’ideologia, l’ignoranza delle conseguenze. I suoi ideali divergono da quelli dei compagni; nessuno, allora, era pienamente consapevole di ciò che stava accadendo. Kaniuk ci offre uno sguardo lucido, a tratti dolente, su quell'anno chiamato da alcuni l’Indipendenza, e da altri la Nakba – la Catastrofe.

Lo Stato nasce, ma non nascono due nazioni. Da una parte c’è un confine, dall’altra una bandiera – nient’altro.

Temi e luoghi

Il romanzo intreccia memoria personale e narrazione storica: Kaniuk parla dei luoghi della sua giovinezza e della guerra, degli amici caduti, della famiglia, delle ferite fisiche e interiori. L’ospedale in cui viene curato – un ex monastero cattolico a Giaffa – è un microcosmo di dolore: le urla dei feriti, la mancanza di igiene e medicinali, l’aria infetta, compongono uno scenario quasi apocalittico.

Intorno, il mondo cambia. Dal 1948 iniziano ad arrivare sempre più navi cariche di profughi: ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento, come quelli sbarcati dalla famosa Exodus. Uomini e donne ridotti a larve umane, privati di tutto, che giungono in una terra che speravano accogliente. E che invece, in molti casi, si limita a dare loro le case abbandonate degli arabi sfollati. È il paradosso dei "presenti-assenti": coloro che abitavano quei luoghi e che, sfollati, diventano fantasmi della propria terra.

Lingua e stile

Lo stile di Kaniuk è potente, viscerale, a tratti crudo ma sempre intimo. La sua prosa è intrisa di malinconia, disincanto e amarezza. Alterna immagini liriche a descrizioni asciutte, mantenendo sempre una forte tensione emotiva. È la lingua di chi ha vissuto e riflettuto a lungo su ciò che ha visto, talvolta non avendo tutto perfettamente lucido e chiaro a causa del lasso di tempo intercorso, ma fedele, nella scrittura ai suoi ideali irrealizzati.

Commento

1948 non è solo un memoir, è anche un atto politico e morale. Kaniuk smonta miti e retoriche, restituendo la complessità di una storia che troppo spesso viene raccontata in bianco e nero. È un libro necessario per chi vuole comprendere le radici del conflitto israelo-palestinese da una prospettiva interna ma critica e profondamente umana.

Chi dovrebbe leggerlo

Questo libro è per chi ama la letteratura della memoria, per chi cerca verità scomode, per chi è interessato alla storia del Medio Oriente e alla narrativa israeliana contemporanea. Ma soprattutto è per chi non ha paura di leggere la Storia attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta, anche quando fa male.

medioriente , yoram kaniuk , 1948 , finestre sul muro

Commenti

Nome (richiesto)

Email (richiesta)